09.02.1961

FESTIVAL DURO PER MINA

NOVELLA


Che giorni difficili sono stati questi per Mina. Il pubblico, i giornali, pretendevano da lei un grande indiscusso trionfo, superiore persino a quelli di Modugno. I giornalisti spiavano tutte le altre cantanti pronti a scoprirle una rivale. Era circondata di ostilità, di ironia, di antipatia, di invidia. Tutti aspettavano un suo passo, un cedimento della terribile tensione che la sostiene da mesi. E, la prima sera del festival, lei si è accorta di non avere voce (sua madre, con gli occhi lucidi, ripeteva: “È colpa mia, è colpa mia, dovevo farle togliere le tonsille da bambina, ha sempre sofferto, con le tonsille, la mia Mina”). È salita in palcoscenico: le note di “Io amo tu ami” quasi non si distinguevano, nel fragore dell’orchestra. Appena finito di cantare è scappata via dal Casinò: a vedere un film di cartoni animati, diceva il suo agente; in realtà, a vedersi sul teleschermo, per controllare l’esito della sua esibizione. Non era un risultato molto felice. Mentre il giorno dopo, nei corridoi del Festival, certa gente era anche troppo felice di ripetersi: “Hai sentito Mina? Senza un filo di voce”. . “Praticamente non ha cantato”. “Non è più una cantante, è una fine dicitrice”. Lei, Mina, passò tutto il pomeriggio a piangere,a telefonare a Roma, a promettere: “Non voglio più cantare, voglio smettere, me ne voglio andare da questo mondo di lupi”. La seconda sera, aveva un poco più di voce, e cantò “Le mille bolle blu” con tutta la grazia, l’inventiva elegante che ha: ma gli applausi a Milva erano più caldi e convinti di quelli che il pubblico tributava a lei, e il giorno dopo i giornali dicevano tutti, in titoli vistosi, che Mina era finita, sorpassata, che era nata una nuova stella. Mina passò tutta la giornata a leggerli. Non ne trascurò neppure uno. Distesa sul letto, in albergo, leggeva, riga dopo riga, e i suoi occhi diventavano sempre più freddi, duri, decisi. Smise di leggere alle otto, il tappeto della sua stanza era ormai un prato di carta stampata. Alle dieci e mezzo cominciò a cantare. Alle dieci e trentacinque averva ancora una volta tutto il pubblico con sé.

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DIDASCALIA FOTO 1
Mina ha presentato questo abito diritto di raso nero, con due giri di volpe bianca all’orlo. Particolare curioso, le scarpe di vernice, che Mina considera un suo portafortuna, e non ha voluto abbandonare in nessuna delle tre serate.

DIDASCALIA FOTO 2
Sanremo – Corrado Lojacono, autore deluso ma di carattere allegro, improvvisa un cinematografico abbraccio con la “divissima” del Festival, Mina. Lojacono si è visto scartare dalla giuria due canzoni.


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