12.07.1978

Grassa come la Berti canta come una dea

di Orella Ferrario - Novella


La "tigre", anche se appesantita nella figura, ha sfoderato gli artigli: dopo sei anni di assenza ha fatto impazzire le seimila persone che, arrivate da ogni città d?Italia, affollavano il "tendone" della Versilia. A presentarla c?era Walter Chiari.

di ORNELLA FERRARIO

Viareggio (Lucca), luglio ?00
"Non so se torno", così aveva risposto Mina a Sergio Bernardini, proprietario del tendone "Bussoladomani". "Non dire niente. Se non mi vedi comparire è perché non ne ho trovato il coraggio". Era venerdì, e Mina, ventiquattr?ore dal suo ritorno in pubblico lasciava Viareggio per tornare a Milano, per quella che doveva essere soltanto "una capatina dal parrucchiere, a rifare la tinta".
Chi la conosce bene era terrorizzato e la tensione è cessata soltanto quando la cantante è ricomparsa in camerino, mezz?ora prima della sua entrata in scena, la sera del sabato. Mina ha paura della gente, lo abbiamo sempre saputo, ha paura dell?insuccesso, dei fischi, delle reazioni incontrollate della massa. Questa volta, dopo una assenza di sei anni, la sua paura era diventata terrore. In camerino mentre aspettava il momento di andare in scena, accendeva e spegneva una sigaretta dopo l?altra con le mani tremanti, e, per tenersi su, ingoiava ininterrottamente cucchiaini di miele.
Fuori, la stessa tensione. Anche il pubblico era incredibilmente emozionato. Tra i vecchi e i nuovi ammiratori, l?atmosfera era addirittura elettrica. Come se tutti si aspettassero che, da un momento all?altro, qualcuno uscisse sul palcoscenico ad annunciare: "Ci dispiace, la signora ha scherzato, ha cambiato idea, questa sera non verrà".
Da Mina ci si può aspettare di tutto, sempre. Il suo ritorno dopo sei anni di eremo ne è la prova più qualificata. E quando Walter Chiari ha anunciato: "Adesso arriva una dona vera, con la sua età vera e i suoi sbagli veri", si poteva leggere sulle facce di tutti un?ansia golosa, una voglia spasmodica di scrutare e scoprire corpo e anima di questo mostro sacro della musica italiana. Chi aspettava anche una sola incrinatura nella sua voce per bombardarla di fischi, per punirla di averci privati per sei anni del piacere di sentirla cantare, è rimasto deluso. Chi temeva di ritrovarla opaca, invecchiata, dopo pochi minuti ha abbandonato ogni dubbio.
Non sarà più possibile dimenticare il momento del suo ritorno: dal palcoscenico ancora deserto si è diffusa nell?aria la voce di Mina: "Ciao, sono qui, sono tornata da voi". Gli occhi di tutti la cercavano, guardando freneticamente, da destra a sinistra. Ma lei non c?era, per alcuni istanti che anche a lei sono sembrati secoli, è rimasta dietro il palcoscenico, tremante. Poi è comparsa e ha riempito la scena., ha cominciato ad ancheggiare e ha strappato le prime urla disperate dai suoi fan. Ha ondeggiato le bianche, grasse braccia cantando Ancora, ancora, ancora e tutti i dubbi sono spariti: Mina ha la stessa, straordinaria voce di sempre. Anzi è migliore della voce di ieri, più ricca di sfumature, di toni bassi.
In un crescendo di isterismo e di fanatismo che ha toccato livelli da neurodeliri, Mina ha interpretato una ventina di canzoni, le solite sue, qualche successo americano, poi Margherita di Cocciante, in una sua personale e splendida versione e infine una fantasia di Lucio Battisti.
Durante i primi minuti è sembrato davvero (ma Mina è notoriamente una brava attrice e forse ha voluto farcelo credere), che lei stessa non si aspettasse un simile trionfo. Sgranava gli occhi e seimila persone gridavano il suo nome, si eccitavano, ritmavano con i piedi sull?impiantito di legno. Forse non se lo aspettava e la sua espressione attonita e sbalordita diceva "non è possibile".
Mina da quel momento è apparsa trasformata: il contato con il pubblico ancora una volta aveva fatto il miracolo. Quella stessa massa invadente da cui di solito la cantante scappa le aveva restituito la sicurezza e la fiducia che non pensava più di possedere.
E Mina, di nuovo sicura di sé, padrona della situazione, ha spiegato la voce e ha ripreso tutti in pugno, come sempre.
Mina è cambiata: è grassa, è più brava e più generosa. Anche i suoi fan sono cambiati. Ai suoi ammiratori di sempre si è aggiunta una nutrita schiera di ragazzi allegri. Sì, almeno la metà del delirante pubblico presente nel tendone Bussoladomani era costituito da gay, omosessuali o travestiti o, appunto come qualcuno li chiama con un eufemismo, ragazzi allegri. Mina, ritenuta fino a ieri l?incarnazione del sesso, è oggi la nuova regina dei gay.

ORMAI HA RAGGIUNTO LA PACE DEI SENSI
Mina, una grassa, bianca regina che da un po? di tempo anche fuori scena si circonda di omosessuali: intorno a lei si ritrovano esemplari che vanno dai quindici ai settant?anni. Nessun problema di classe o di cultura, purché siano gay hanno diritto a entrare nel clan della cantante.
Mina, contrariamente al passato, questa volta non ha voluto ( o non ha potuto) dimagrire prima di presentarsi in pubblico. Chi la frequenta tutti i giorni assicura che la sua attuale grassezza non è dovuta agli spaghetti o all?alcool. A causa del duo eterno mal di fegato, è costretta a prendere certe pillole che la fanno ingrassare.
Ma che importanza ha? Mina è così brava che, a volte, ricorda Ella Fitzgerald, in quel tipico gesto di ritmare il tempo battendo le mani sulle cosce divaricate. Mina, un grande ritorno davvero! Un ritorno da venti milioni a sera. Quindici serate per un totale di trecento milioni da versare a una società di cui lei risulta essere solamente una dipendente. Un?altra maniera per beffare il fisco! Ma chissà se dietro al nostro patriottico sdegno non si nasconde anche una punta di gelosia? A chi non piacerebbe evadere le tasse?

Orella Ferrario



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