08.07.1978

Mina come va? "Ho paura"

di R. Tamburello - Gente


Lido di Camaiore (Lucca)
Giugno Erano sei anni che Mina non cantava in pubblico. Finalmente il debutto a "Bussoladomani", sabato 24 giugno. Mina è apparsa sul palcoscenico di fronte a una folla delirante, senza dire una parola, neppure un "ciao, come state", e se n'è andata frettolosamente: una sola uscita dopo il recital, un inchino commosso, quasi una genuflessione, e via dietro le quinte. L'applauso dei cinquemila spettatori continua per altri dieci minuti, forse di più, ed è sovrastato dalle grida quasi isteriche dei suoi ammiratori più fanatici, mentre il palcoscenico si riempie di fiori lanciati da ogni settore del tendone, come in una festa religiosa di paese al passaggio del santo patrono. E' un'ovazione da stadio, non da teatro, con la gente che non si stanca di battere i piedi sul tavolato. Ma Mina non torna alla ribalta. Ha già guadagnato il suo camerino, come un rifugio sicuro, e non c'è verso di persuaderla a risalire sul palcoscenico. Poi la gente sfolla lentamente, un po' delusa ma non risentita. Ormai la conoscono: da Mina non si può pretendere altro se non ascoltarla mentre canta.

<STRONG>COME AL DEBUTTO </STRONG>
"Sono ancora troppo emozionata", mi dice come se fosse davvero al suo debutto come cantante. "Non ce la faccio ad affrontare tutta quella gente".
L'applauso è l'ambizione più grande di ogni artista e pochi ne hanno ricevuti quanto lei. Ma Mina li rifugge, anzi scappa. "Il fato è che sono troppo timida", continua. "Sul palcoscenico mi tremano le gambe". Non vuole vedere nessuno: fotografi, giornalisti, ammiratori, amici che sono venuti da ogni parte d'Italia per la sua rentrée. Solo i suoi collaboratori più vicini che la proteggono dall'assedio della folla.
Non si strucca, non si cambia d'abito, come tutte le vedettes dello spettacolo. Sul vestito di scena disegnato da Pia Rame, di jersey nero fino ai piedi, retto da spalline, indossa una giacca da uomo, che uno dei suoi discografici si è sfilata per coprirle le spalle nude. (...)
"Io non sono nata per cantare", mi rivela Mina,. "Davvero. E non ci crede nessuno quando lo dico. Se c'è una cosa che non mi va di fare è cantare. Voglio dire, in pubblico. A me non piace cantare davanti alla gente".
"Ma tutti quegli applausi", le dico "dev'essere meraviglioso per un artista, una sensazione emozionante"
"Ebbene, io non sono mai stata emozionata dall'applauso".
"Vecchio, sofferente, malandato, Eduardo de Filippo, mettiamo, forse morirebbe senza più applausi".
"Beato lui. Io no. Io ho paura del pubblico".
"Ma come è possibile che una cantante se ne stia sei anni senza cantare?".
"Te l'ho detto, io ho terrore di esibirmi... lì, sola, davanti a tutti, colpita dai riflettori... sono timida".

<STRONG>TROPPI NEI </STRONG>
"E allora perché hai fatto la cantante?"
"Vent'anni fa ero un'altra donna... Oggi non ricomincerei. Magari, sceglierei sempre un'attività artistica, ma nella quale non ci si debba esibire". E ride, perché è nervosa e forse anche perché è felice di un successo che ha superato qualsiasi previsione. E quando ride le guance si allargano dando maggiore risalto alla sua pinguedine. E il naso già arcuato le scende ancora di più, fino alle labbra. Inforca gli occhiali grandi e affumicati per guardare meglio chi le sta attorno. I capelli rossi e foltissimi sono bagnati dal sudore, il viso pieno di nei accentuati dal trucco, che da vicino sembrano tanti, troppi. Ha l'aspetto della cantante lirica più che di Mina, la donna bellissima che era pochi minuti prima sul palcoscenico. Perché quando canta si trasforma: fa dimenticare allo spettatore che dall'ultima sua esibizione ha addosso sei anni di più e anche parecchi chili.
Il primo incasso è di cinquanta milioni. Venti sono per Mina. "Ma le spese sono tante", mi dice il suo amministratore. "Soprattutto quelle iniziali per mettere in moto il meccanismo arrugginito dopo tanti anni di inattività: prove, vestiti, parrucchieri, scelta del repertorio, musicisti, eccetera".
Mina si muove con almeno venticinque persone al seguito: l'orchestra diretta dal maestro Pino Presti è di 14 elementi; poi l'autista che è anche il suo uomo di fiducia; il maggiordomo, che è più che altro un amico, una dama di compagnia; la guardia del corpo, e tanti discografici, e gente con mansioni molto vaghe e forse inutili ma che servono a Mina per avere compagnia, per sentirsi fra persone che le vogliono bene.
A "Bussoladomani" Mina si esibirà per tutta l'estate: quindici spettacoli in due mesi e mezzo. Circa trecento milioni è la quota della cantante. Sergio Bernardini ha firmato il conratto con una società svizzera, non direttamente con Mina. "Se no, tutto il guadagno di Mina se lo mangerebbero queli delle tasse", mi spiegano vagamente i collaboratori di Bernardini. "Mina ha dei debiti arretrati e tutto quello che guadagna in Italia viene bloccato dall'ufficio delle imposte dirette.Noi siamo a posto: abbiamo pagato la ritenuta d'acconto, il resto non ci riguarda".
In ottobre Mina inizierà una lunga tournée in tutta Italia con elle puntate all'estero. "E' tutto pronto. Stiamo solo cercando un artista cui affidare la prima parte dello spettacolo", mi spiega il maestro Pino Presti. Mina ha già preso contatto con Renato Zero: forse sarà lui il suo partner nella tournée europea. Pur essendoci tra i due artisti una grande differenza di stile, c'è però un'affinità di pubblico: Mina e Renato Zero hanno molti fans in comune".
Renato Zero era in platea sabato sera ad applaudire Mina. C'era anche Romina Cecconi, l'ex giovanotto operatosi a Casablanca qualche anno fa e convolato a nozze dopo essere diventato donna. Zero indossava un vestito di stile elisabettiano, tutto nero, una parrucca di capelli lunghi e ricci. Romna, adesso celebre spogliarellista, indossava un nude look di voile bianco sopra delle mutandine di pizzo. Gloria Guida, che accompagnava Walter Chiari, protagonista della prima parte della serata, è passata inosservata; un po' meno Adriano Panatta e la bella moglie Rosaria che aspetta un secondo figlio. Delia Scala e Lina Volonghi era come se non ci fossero per i fans di Mina convenuti in Versilia da tutta Italia. Ragazzi giovanissimi dall'abbigliamento e le movenze caratteristiche. Qualcuno è anche svenuto per l'emozione all'apparire di Mina. Un altro che ha seguito l'esibizione della cantante attaccato al palcoscenico, si vanta di essere stato l'autore della colletta per l'acquisto di un immenso bouquet di 500 rose rosse. "Mina mi ha accarezzato i capelli", dice un altro ancora. "Non lo fa mai con nessuno. Pare che la sola persona cui accarezza i capelli sia il figlio Massimiliano".
Mina non ha voluto che il figlio assistesse alla sua performance perché ha soggezione di lui. Massimiliano è stato a Viareggio durante i preparativi del debutto fino alla vigilia. Poi è tornato a Lugano. Ha 15 anni, alto come la madre, i lineamenti del padre, Corrado Pani".
Neppure Ornella Vanoni ha potuto assistere al recital. Mina le ha chiesto di andare al secondo spettacolo, quello dfi sabato prossimo. "Lascia che prenda familiarità col palcoscenico", ha detto Mina alla Vanoni, che aveva prenotato già cinque posti (il prezzo dei biglietti va dalle 15 mila lire del primo settore alle 7500 delle gradinate laterali).
La troupe televisiva della prima rete RAI rimarrà a disposizione di Mina fino a che' la cantante deciderà di registrare lo spettacolo che verrà poi trasmesso il prossimo inverno. Per ora sarà ripresa solo una canzone, Ancora, ancora, ancora, che farà da sigla al programma del sabato sera ed è stata la canzone che ha avuto il maggior numero di applausi.
(...) Mina bisogna gustarla sul palcoscenico; come un dolce: non si deve vedere come è fatto. Ha i difetti e la sregolatezza dei geni. Ma, come confessa lei stessa, è soprattutto timida.
Alla vigilia del suo debutto a "Bussoladomani" c'è la cerimonia conclusiva del premio Viareggio. Nonostante la presenza di letterati e uomini di cultura, Mina è invitata come ospite d'onore. Ma lei non accetta l'invito. Adduce come scusa un appuntamento col parrucchiere a Milano, e se ne va, proprio il venerdì, per non trovarsi a Viareggio assieme agli scrittori e ai poeti. Torna la sera; ha appuntamento con i suoi amici allo "Squalo", il ristorante di cui è cliente assidua e dove la incontro. E' gentile e premurosa con tutti: cambia spesso di posto a tavola per non scontentare nessuno.

<STRONG>"VENGO FRAINTESA"</STRONG>
Arriva una pittrice jugoslava che vende i suoi quadri e i disegni girando per i ristoranti. Mina vorrebbe comprarglieli tutti e le chiede: "Quanti sono?". La ragazza non capisce che si tratta dello slancio di un'artista che ha avuto fortuna nei riguardi di una che ancora stenta a farsi strada e a imporre la sua arte. E risponde infastidita: "Non li conto mai i miei quadri". Mina ci rimane male. "Come al solito vengo fraintesa", dice. E ne compra uno solo.
I discorsi sono banali: si parla della partita di calcio dell'indomani che l'Italia disputerà proprio qualche minuto prima del debutto di Mina. "Dove assistiamo all'incontro?", chiede qualcuno. "Nella saletta dell'albergo", risponde un altro. Ma Mina non ha voglia di stare assieme ad estranei e decide di affittare un televisore a colori, 40 mila lire per due ore, e rimanersene nella sua stanza.
I suoi amici sono un po' tutti innamorati di lei: la idolatrano, ma sono anche i critici più spietati e pettegoli. "Il repertorio non è un gran che... Dovrebbero selezionare le sue canzoni ascoltandone cento ogni volta che deve incidere un disco".
"Non ne ha il tempo: di fronte a una partita a carte non c'è canzone che tenga". "Ama troppo il gioco. Con quel vizio è già tanto che sia arrivata dove è arrivata". "E in più beve e fuma, persino durante le prove, fra una canzone e l'altra: è un miracolo che abbia ancora tanta voce".
Ma della voce di Mina parlano solo gli spettatori all'uscita del tendone di Bussoladomani. I giornali il mattino successivo commentano il suo divismo, il suo modo di vivere e comportarsi.: "Gioca, non gioca, beve, non beve, è una buona o una cattiva mamma; Cerruti non c'era quindi vuol dire che si sono lasciati davvero; ma neppure il medico, Eugenio Quaini, c'era, quindi, non è vero che è il suo uomo".
Per leggere questi commenti, scritti prima ancora che Mina si esibisse, la cantante rimasta sveglia fino alle sei del mattino. E' andata lei stessa alla stazione di Viareggio per comprarli, come vediamo al cinema nei film musicali americani degli anni Quaranta. Dopo aver scorso i titoli si è messa a piangere, mentre intingeva una brioche nel cappuccino. Qualche curioso si avicina pensando a un malessere. E Mina scappa dalla stazione,come dal palcoscenico, come dai suoi uomini, come sempre quando ha paura e si sente in pericolo.
"Diffida degli uomini perché non gliene è capitato mai uno giusto", mi dice uno dei suoi più assidui compagni di poker. "Ma diffida soprattutto delle done. Infatti non c'è mai una donna nella comitiva. Mina è del parere che il male che può fare una donna neppure duecento uomini riescono a farlo. Ecco perché non ha amiche".
"E' una grande donna", mi dice Lina Volonghi. "E nello stesso tempo è ingenua. Io ho per lei un affetto immenso che deriva dalla tenerezza che mi ispira Mina. Pensi che lei, quando mi vede, non fa che darmi dei consigli perché crede che alla mia età io sia ancora inesperta. E' il solo essere al mondo i cui pregi sono più affascinanti dei difetti. Chi conosce Mina se ne innamora. Ma lei non vuole farsi conoscere perché ha paura, perché è scottata da tutte le fregature che ha preso ogni volta che ha dato fiducia a qualcuno. E' una grande donna, insicura, sì, ma che ha dimostrato coraggio quando è stato necessario, e soprattutto generosa. Ha superato lo choc della morte del fratello giovanissimo, quella di un marito da cui si era da poco separata... Quest'anno non è la prima volta che ritorna sul palcoscenico. Tutta la sua carriera è stata un ritorno continuo. Ricordo quindici ani fa, quando era diventata una cantante di successo e ha scoperto di aspettare un bambino, ha deciso di mettere al mondo il figlio, nonostante in quell'epoca essere una ragazza madre fosse ancora scandaloso. E la televisione l'ha messa al bando: a Mina è stato proibito di esibirsi in TV e ha dovuto ricominciare da sola, con i dischi e le serate, senza il veicolo pubblicitario dello spettacolo televisivo. Poi, c'è stato il fallimento del padre, che aveva una fabbrica di oggetti in plastica. E Mina ha dovuto pagare lei i debiti fino all'ultima lira: 970 milioni. L'ultimo assegno che staccò la ridusse con 70mila lire di debito con la banca. Ecco perché divento una belva quando sento criticare Mina: tasse ne ha pagate più del dovuto: il successo, gli errori, tutto...".
"Diamo un senso alla serata?" chiede Mina ai suoi amici. Vuol dire che ha voglia di giocare. Poi rivolta a me: "Noi ci vediamo fra qualche giorno, per continuare l'intervista. Ma, mi raccomando, che sia una roba tranquilla, che non mi metta in imbarazzo. Magari, parliamo di musica... che sarebbe ora".

R. Tamburello



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